Sposarsi in sinagoga Sonia Sartori Regole e prescrizioni religiose per un matrimonio sotto la Kuppah Il matrimonio ebraico non può essere celebrato durante lo Shabbat, (dal venerdì sera dopo il tramonto fino al sabato sera: periodo di assoluto riposo per gli ebrei). Sono consentiti tutti gli altri giorni della settimana.
Prima o dopo il matrimonio, il rabbino celebra anche il rito civile. Infatti, può fare le veci di un pubblico ufficiale, in seguito all’accordo stipulato tra le comunità ebraiche e lo Stato italiano.
Il matrimonio ebraico si fonda sugli stessi principi di quello cattolico e ortodosso. Con una sola differenza: il divorzio tra gli sposi può essere invalidato solo dal tribunale rabbinico (l’equivalente della Sacra Rota nel matrimonio cattolico).
Prima del matrimonio I futuri sposi si presentano dal rabbino in sinagoga e gli comunicano l’intenzione di sposarsi. Dovranno consegnare solo l’estratto di nascita o dimostrare che sono iscritti a una comunità ebraica. Il rabbino con una preghiera benedice le loro intenzioni. Pochi giorni prima del matrimonio, la futura sposa farà un bagno rituale chiamato mikvé immergendosi completamente in una vasca colma di acqua piovana, per purificarsi profondamente.